L’arte di Pasqualino Festa Muré a cura di Crescenza Caradonna


Pasqualino Festa Muré

Terrazza garganica, 2018
Tec.mista, cm 70×50


Non dipingo tutto ciò che penso. Alle volte, neanche penso ciò che dipingo. Ma ciò che penso di certo, è di pensare liberamente… ma in fin di conti, cosa volete che vi dica? Sono uno spirito libero.

Nel poeta e nell’artista c’è l’infinito
Victor Hugo

Pasqualino Festa Muré
Napoli:
Il Mare e il Vesuvio ,2012
Olio sutela, cm 70×50
Pasqualino Festa
Muré
I ‘Cromatismi magnetici’ di Pasqualino Festa in arte Murè
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Laurea honoris causa a
Pasqualino Festa “Muré” da “Tor Vergata”
Quello dell’ateneo romano si aggiunge ai tant’altri riconoscimenti ricevuti dal famoso artista in questi anni. Negli ultimi mesi, la bravura di Muré è stata consacrata a Palermo e Roma, rispettivamente dalle opere “Notturno sul lago” e “Primavera”

-29 aprile 2017-

Pasqualino Festa Muré

Biografia

L’arte di Pasqualino Festa Muré
a cura di Crescenza Caradonna

Se l’Arte è la più vigorosa espressione d’individualismo che il mondo abbia conosciuto; ebbene, Pasqualino Festa, in arte “Murè”, è uno di questi. Nasce a Parma, da genitori Campani; ma Lucerino di adozione, vive e opera a Foggia impegnato tutt’ora nel mondo politico-sindacale. I suoi trascorsi di vita l’hanno visto dapprima nell’Ordine Francescano dei Frati Minori Conventuali e successivamente Professore di Matematica, si dedica da anni all’arte da autodidatta, animato da forte passione.
E’ approdato alla Pittura casualmente, alla fine degli anni ’80, dando molto a questa sua passione artistica, attraverso uno studio minuzioso della tecnica, delle espressioni e del colore. Le ferie, le festività e le domeniche erano e sono l’occasione per ricercare immagini da colorare. Dal 1995 al 2008, incomincia a palesarsi attraverso mostre personali, successivamente decide di allargare maggiormente il suo orizzonte di conoscenze, partecipando a numerose mostre sia in Italia che all’estero.
Dai dipinti emergeva ciò che amava: la sua cultura religiosa e popolare: ritratti e paesaggi. Andando avanti negli anni la sua passione artistica prende il sopravvento e si pone come compagna muovendosi nel solco della buona tradizione partenopea, affina la sua espressività pittorica attraverso caratteristiche fondamentali di – Espressionismo e Figurativismo – Egli ha, infatti, il dono di saper cogliere immediatamente la fisionomia di una persona per trasferirla sulla tela con tratti che ne rivelano la psicologia più profonda. Ed anche la capacità di realizzare paesaggi, particolarmente quelli legati alla terra in cui attualmente vive, nonché quelli delle origini, immortalati fuori da ogni retorica rappresentativa al fine di privilegiarne poesia e suggestione dei luoghi.
Nei suoi primi dipinti, da copista-ritrattista, primeggiava quasi esclusivamente il Santo di Pietrelcina, non c’è atteggiamento o sguardo di Padre Pio che “Murè” non abbia riprodotto sulla tela, rimarcando la spiritualità e il carattere mistico e profondo, rude e dolce allo stesso tempo, del frate cappuccino.
Egli punta sull’espressività della figura, partendo dai valori cromatici e dalla impaginazione della stessa all’interno della tela. Ci sono tagli di luce che non solo comunicano il senso spaziale tridimensionale, ma fanno vibrare, col contrasto luce/ombra, il volto e l’intera immagine, immersa nel vuoto del fondo scuro da cui emerge imperiosa e ieratica. Con questa benedizione e avendo fiducia in se stesso, provando amore per la vita, con la sua arte ha inteso mostrarci che è bella.
Tanto emerge dai paesaggi, dove il contrasto luci/ombre sparisce per cedere il posto a vere e proprie atmosfere. Le vedute realistiche dell’Artista, sono intrise di una straordinaria quiete, cifra della sua personale sensibilità con la quale trasmette momenti d’anima. La sua visione del mondo è mediata dalla capacità di curare il dettaglio delle sue composizioni.
Gli scorci più famosi del Gargano, diventano per Murè un pretesto per armonizzare colori, le vedute paesistiche del subappennino fino a quelle dell’Irpinia e della Campania, presentano colori dalle esaltazioni più timbriche, con il colore steso quasi con la densità della spatola, e valori cromatici addolciti da un’atmosfera rosata.
In queste opere riesce a raffigurare una serena contemplazione della natura mediante colori che mantengono un ritmo narrativo autentico e aderente a quel che ha inteso rappresentare; inoltre, la figurazione è esaltata dalle sfumature di chiaro e scuro rivelative della padronanza del suo tratto pittorico.
Pasqualino Festa con la sua pittura (ad olio, a spatola, sabbiata e tecnica mista) s’impone all’interesse della critica in quanto artista sensibile, che ha il senso del colore ma anche un’attenzione per i “fondamentali” del disegno e della costruzione prospettica, con cui riesce a cogliere sempre punti di vista affascinanti che catturano l’attenzione.
Un ottimo talento, con una buona preparazione tecnica, frutto questo di una costante e severa sperimentazione e ricerca. Le sue Opere alquanto interessanti fanno emergere l’autentica passione per l’Arte: “ questa la sua evasione dal mondo”.
Da ricordare la sua grande sensibilità di aiuti ai bisognosi e sofferenti, annualmente alcune sue opere vengono messe all’asta, devolvendo completamente il ricavato alle associazioni ONLUS e in particolare al gruppo dei Volontari del Soccorso della Croce Rossa Italiana.
Le sue Opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero, come in molte Chiese del nostro Paese. Luca D’Andrea Giornalista
Un grande artista!


Cresy Caradonna

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