“L’autismo può essere espressione di Bellezza”art. di Luciano Anelli


L’autismo può essere espressione di Bellezza


L’Associazione “Porte aperte alla cultura”, creata da Miriam e Gaj Loiacono del Moving Center Group, all’ultimo Walkaround Letterario, prima della pausa estiva, ha invitato Antonia Chiara Scardicchio, Docente dell’Università di Foggia, pedagogista e scrittrice, a parlare del “Piacere e dovere di essere madre” attraverso il suo Piccolo breviario di felicità possibile, il libro “Madri…voglio vederti danzare”. Come per tutti gli incontri di questo seguitissimo ciclo letterario, ha interloquito con la scrittrice la giornalista Enrica Simonetti, responsabile delle pagine della cultura de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Ha letto in modo appassionato brani del libro ed un meraviglioso pezzo scritto da Eduardo De Filippo, Sabina Minerva.
Chiara Scardicchio nel presentare il suo libro, non ha parlato dello stesso, ma si è avvalsa dell’apporto di altri 4 libri “Imperfezione” di Telmo Pievani, “Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare” di Vincenzo Costatino, “Tutte le prime volte” di Paolo Longarini e “Non avrete il mio odio” di Antoine Leiris.
La Scardicchio ha parlato delle imperfezioni che ognuno inevitabilmente ha ed anche le mamme, per cui non si può pretendere con consigli che gli altri lo siano e soprattutto che non lo siano i propri figli.

Da pedagogista, prima di essere madre, ha creduto in schemi precisi, poi sgretolati dalla realtà. In attesa della figlia, risultata autistica, la gioia di essere madre le aveva consentito di crearsi castelli di ipotesi di vita, di chiacchierate, di progetti, sconfessati con la nascita di una figlia che non parla e non comprende le parole altrui. I calvari dei viaggi della speranza per una guarigione hanno alimentato le speranze per una soluzione che non c’è, finché si è resa conto che vedeva il dolore della situazione troppo invasivamente e condizionante, o nascondendo l’evidenza della situazione. Allora ha compreso che anche l’autismo può essere espressione di bellezza. La bellezza del vivere accettando la situazione, vivendola nei vari moment di felicità e di infelicità, creando si giorno dopo giorno un equilibri, sempre ricercato e mai completo. Ha imparato ad apprezzare i silenzi, a comprendere i limiti.
Ci si rende conto di ciò che la propria figlia non potrà mai essere o raggiungere ed a tal proposito ha ricordato i suoi pianti ad una seduta di laurea di una sua allieva, dovuti alla scoperta che sua figlia non potrà mai laurearsi, fra l’altro. A tal proposito ha creato una “Hope school”.

Luciano Anelli
– giornalista, divulgatore della cultura femminile –

REPORTAGE FOTOGRAFICO

CONTATTI/ONFO:
Crescenza Caradonna
pugliadaamareonline@gmail.com

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