NON CEDIAMO AL SONNO DELLA COSCIENZA


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@Pugliadaamarequotidiano


NON CEDIAMO AL SONNO DELLA COSCIENZA

I domenica di avvento (B)

Mc 13, 33-37


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+Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento.+

Nel Vangelo di questa prima domenica di avvento, il Signore ci esorta ben 4 volte a vegliare. Il termine non indica soltanto un invito all’attenzione, ma a resistere al forte impulso (come lo può essere quello del sonno durante la notte) di lasciarsi andare “all’ incoscienza”, quello stato di indifferenza ai richiami dello Spirito che alberga dentro di noi. Il sonno della coscienza è il pericolo più grande in cui incorre l’anima perché resta completamente indifesa dagli attacchi dei suoi nemici.

+È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.+

Marco è sintetico, ma efficace: quello che gli altri evangelisti hanno trasmesso, riportando lunghe ed elaborate costruzioni, viene esposto in poche righe. Proprio come la parabola delle “mine” e dei “talenti”, si mette in evidenza la scelta del Signore di “dare potere ai suoi servi” e di “partire”. Dio non è una presenza intrusiva ne un padrone geloso e possessivo che controlla ogni movimento dei suoi “operai”, ma lascia loro piena libertà e affida i suoi beni (il popolo eletto) dando massima fiducia. Chi è il portiere? All’epoca, la chiesa nascente, doveva temere l’intrusione di nemici, cioè gli stessi che avevano perseguitato e ucciso Gesù. Ma non solo: ciò che non deve entrare nella comunità sono anche quegli elementi esterni che potrebbero inquinarne la genuinità, come false dottrine, idee mondane e atteggiamenti troppo lassisti. Il portiere è dunque sia chi ha responsabilità e sovraintende che la comunità stessa attraverso l’esortazione e la correzione fraterna.

+Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.+

La tentazione dell’ eresia millenarista (la pretesa di sapere quando il Signore tornerà) ha minacciato la Chiesa fin dal suo esordio. Questo atteggiamento, proprio perchè suscita ansie e panico da fine del mondo, chiude le comunità contrapponendole alla loro realtà esterna e trasformandole, sostanzialmente, in sette. Proprio per questo Marco sottolinea questo aspetto. Quello che bisogna fare invece è restare vigili, non addormentarsi, ovvero impegnarsi attivamente nella testimonianza e nell’annuncio. L’associare il pericolo del “millenarismo”alla necessità dell’impegno attivo e missionario, mostra come il clima di tensione suscitato dall’eresia rischiava di immobilizzare difatto le chiese.

+Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!+

L’anima dei santi, pur desiderandola, non conosce pace: “Il nostro cuore è inquieto finchè non riposa in te”, diceva S. Agostino; “Solo in Dio riposa l’anima mia” recita il salmo 62. Il Signore è un bene che potremo godere pienamente solo dopo la Pasqua della nostra resurrezione. Adesso siamo nella battaglia e se cerchiamo solo la tranquillità ed il quieto vivere rischiamo di diventare un po’ disertori.
Il Vangelo ha bisogno di essere annunciato, lo spirito di preghiera deve essere nutrito. I nostri fratelli hanno fame e sete, son malati e carcerati, esiliati e bisognosi di essere accolti, non possiamo restare tranquilli mentre tutto questo accade o saremo come quei servi che, ritornato il padrone, saranno trovati a non fare il loro dovere.

Tre consigli per questo Avvento:

PREGARE: non dare a Dio gli avanzi del proprio tempo, ma riservategli un momento dignitoso durante la giornata. Pregare prima di addormentassi è una buona abitudine ma non sostituisce il dovere personale di riservare a Dio un po’ di tempo durante la giornata, fossero anche 10 minuti (minimo sindacale), potete farlo come desiderate: leggere una pagina del Vangelo, recitare un Rosario, visitare una chiesa, ecc.

AMARE: troviamo un modo per servire i poveri, i bisognosi e i sofferenti, possibilmente avendo un contatto diretto con loro. La nostra personale esperienza di Carità non può essere sostituita da un bollettino devoluto all’associazione umanitaria a noi più cara, anche se questo resta un gesto di generosità.

PARTECIPARE: la festa dell’Immacolata, la novena di Natale, l’Epifania, cerchiamo di vivere bene queste feste liturgiche: “Ricordati di santificare le feste” ci esorta il III comandamento.

Auguro a tutti un santo Avvento.

Fra 23244020_10214301395519949_9183992912726847395_n Umberto Panipucci.


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