Castello Normanno Svevo di Bari

Castello Normanno Svevo
di Bari 

Il castello normanno-svevo di Bari (conosciuto anche come u Castídde in barese), edificio simbolo della città di Bari è un imponente fortezza che si erge ai margini della città vecchia.

Edificato dai Normanni nel XII secolo, distrutto nel 1156 e poi ricostruito per volere di Federico II tra il 1233 ed il 1240, il maniero è una delle più interessanti fortificazioni della regione, soprattutto grazie alla posizione strategica. Affascinante testimonianza di costruzione medievale, il Castello presenta numerosi ampliamenti attribuibili a epoche successive.

È sede della Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici e Storici della Puglia.

All’interno del Castello sono periodicamente organizzate rassegne e mostre. Gli appassionati di archeologia possono inoltre visitare la Gipsotecache custodisce calchi di sculture ornamentali in uso dall’XI al XVII secolo.

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CENNI STORICI

Reperti risalenti all’epoca romano-greca hanno indotto gli esperti a riallacciare l’esistenza della fortezza barese già ad epoche antiche. D’altronde nelle Satire (I, 5, 96-97) di Orazio e negli Annali (XVI, 2, 7-9) di Tacito si accenna all’esistenza, nell’antica Barium, di un luogo fortificato la cui collocazione potrebbe coincidere con una parte del castello attuale o, molto più probabilmente, con il kastròn bizantino (Corte del Catapano-Basilica di S. Nicola).

La fortificazione medioevale probabilmente risale al 1132. L’edificio, voluto dal re normanno Ruggero II, fu distrutto nel 1156 dagli stessi Baresi (che avevano indotto il re Guglielmo il Malo a radere al suolo l’intera città ad eccezione di alcuni luoghi di culto) e ricostruito già nel 1233, allorquando l’imperatore Federico II ne ordinò la riedificazione e il rafforzamento. Subite numerose trasformazioni in epoca angioina e divenuto di proprietà di Ferdinando d’Aragona, fu poi da questi donato alla famiglia ducale degli Sforza. Questi ultimi disposero l’ampliamento e l’ingentilimento della rocca che poco dopo passò nelle mani della figlia Bona, regina di Polonia, che vi morì nel 1557.

In seguito la costruzione, ritornata sotto i  re di Napoli, fu adibita a prigione e caserma.

Oggi il castello si presenta circondato dall’antico fossato, che corre lungo tre lati, ad eccezione della fascia settentrionale, un tempo bagnata dal mare; oltre il fossato c’è la cinta di difesa, di epoca aragonese munita di grandi bastioni angolari a lancia. Al castello si accede dal lato sud, varcando il ponte sul fossato ed entrando nel cortile tra i baluardi cinquecenteschi ed il mastio svevo. Tutto può essere riconosciuto di sera, grazie al nuovo impianto di illuminazione artistica, progettato dall’ingegnere barese Antonio Vernole, ed inaugurato nel settembre 2008. La nuova illuminazione consente di distinguere la cinta bastionata dal Castello vero e proprio.

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Piazza Federico II di Svevia
4
70122 – Bari – 

INFO/CONTATTI 0805213704

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a cura di16681820_1573168952710679_5371882848238059977_nCrescenza Caradonna

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