Ferrero, il guscio delle nocciole diventa materia prima


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Ferrero, il guscio delle nocciole diventa materia prima
investe nel riuso
 
«Con gli attuali ritmi di crescita demografica e la conseguente richiesta di cibo, il sistema di oggi rischia di non essere più sostenibile», spiega Roberto Menta, direttore nutrizione e sostenibilità di Soremartec, la società del gruppo Ferrero che si occupa di innovazione e ricerca.
 
«Inoltre, si calcola che un terzo della produzione alimentare diventi rifiuto».
 
In Ferrero – dice Menta – abbiamo deciso di impegnarci su questo tema a partire dalla nocciola, la materia prima per la quale siamo leader assoluti, utilizzando il 32% della produzione mondiale per realizzare prodotti come Nutella e Rocher». Il «problema» della nocciola consiste nel fatto che si può utilizzare meno della metà del frutto, in quanto il 55% è composto dal guscio. Uno scarto notevole, normalmente utilizzato come combustibile per produrre energia: un riciclo grezzo e di scarso valore. Ma anche in ciò che finora è stato considerato un rifiuto, può nascondersi un tesoro. «Grazie agli studi avviati con università e centri di ricerca internazionali, abbiamo messo a punto un processo in grado di estrarre dal guscio il 20% di una fibra prebiotica molto interessante, l’Axos, che ha proprietà antiossidanti ed effetti benefici su sistema immunitario, cardiovascolare e sul metabolismo dei lipidi».
 
«A marzo – spiega Menta – presenteremo i risultati di un nuovo studio realizzato con la Cambridge University e l’Università di Parma sugli effetti dei polifenoli contenuti nella cuticola di nocciola sull’elasticità delle arterie».


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Dunque, il gruppo sta aprendo nuove strade e possibilità al di fuori del settore food, dal cosmetico al farmaceutico, in un’ottica di economia circolare.

 
«Un salto culturale – conclude Menta – che riguarda l’utilizzo delle risorse per creare innovazione e occupazione e che rappresenta la struttura stessa di quella che sarà la trasformazione dei prodotti agricoli e dell’industria alimentare».

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