Premio Nazionale «Porta d’Oriente»6°Ed.

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La direttrice di Puglia da Amare riceve il premio PORTA D’ORIENTE
sez. racconto breve 2°classificata con: “Maryen e la Barbie della libertà”


 

La Piazza  il giornale di Giovinazzo ha dedicato al Premio Letterario Nazionale ” PORTA D’ORIENTE” il seguente articolo di  Alessandra Tomarchio. 

Premio Nazionale «Porta d’Oriente»

Eravamo già in stampa con il numero di gennaio quando si è tenuta la cerimonia di chiusura, questo 21 dicembre scorso, del Premio Letterario Nazionale «Porta d’Oriente – Cultura e libero Sviluppo del Mediterraneo» dedicato a Nicola Saponaro e sotto il patrocinio della Camera dei Deputati, della Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo – Cultura – Turismo, della Provincia e del Comune di Bari, dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, del Club Unesco di Bisceglie, della Camera di Commercio e del Confartigianato di Bari. Una manifestazione dunque di assoluta rilevanza e che non potevamo certo disertare, come mensile locale, visto lo stretto legame che ha con la nostra città la prof. Cettina Fazio Bonina e, con lei, anche la nota psicologa e scrittrice Vera Slepoj, rispettivamente i presidenti dell’Associazione Porta d’Oriente e del Premio in questione. Circa 400 presenze registrate nella splendida Sala degli Specchi del Circolo Unione di Bari per la lunga kermesse di questa sesta edizione, mai come quest’anno è stata così laboriosa e combattuta, per quantità e qualità dei lavori presentati, la selezione dei libri in concorso: ad aggiudicarsi alla fine il prestigioso premio Porta d’Oriente per il 2016 sono stati gli scrittori Massimo Onofri, per la sezione Romanzo, con Passaggio in Sicilia (Giunti) e Luciano Canfora, per quella della Letteratura, con Tucidide (Laterza). Un verdetto netto, questo, strettamente basato su pregi e contenuti delle opere appena citate, che ha finito però col divenire l’ennesima riconferma, come se ce ne fosse bisogno, della fondatezza della fama dei suoi autori come due dei più validi esponenti del mondo letterario e culturale italiano. Se infatti, ribaltando una volta tanto la tesi del nemo propheta in patria, potrebbe essere persino superfluo spiegare ad un semplice “barese della strada” chi sia il prof. Canfora (filologo classico, storico e saggista noto a livello internazionale ed autore di almeno un centinaio di opere, ndr) non tutti forse conoscono qui la effettiva caratura di Massimo Onofri. Professore di letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari, Onofri è un saggista, critico letterario e storico della filosofia con collaborazioni, tra l’altro, con diverse testate giornalistiche autorevoli e vincitore, nel 2007, del premio Brancati per la saggistica e, nel 2011, del premio De Sanctis per l’Unità d’Italia. E forse questo può aiutare a chiarire meglio non solo il perché dell’irrituale ex aequo di questa edizione (in realtà, privilegiando genere letterario ed ospite, è ad Onofri che è andato l’assegno in palio, oltre allo speciale trofeo Zampieri previsto per il vincitore, ndr) ma anche quanto possa essere stata sofferta la decisione della qualificata giuria presieduta da Vittorio Sgarbi che annoverava tra i suoi membri: Cosma Cafueri, Claudio Cutuli, Marisa Di Bello, Concetta Fazio Bonina, Nino Ippolito, Paolo Mieli, Michele Mirabella, Corrado Petrocelli, Gennaro Sangiuliano ed Alberto Sinigaglia, Commissioni di merito composte da umanisti, giornalisti, artisti, attori ed intellettuali che li hanno in qualche caso personalmente consegnati, così gli altri premi: per la sezione Poesia Studenti Matilde Civilla di Presicce – Acquaviva del Capo, per la Poesia Adulti Gianna Trimigliozzi di Bari, per la Poesia in Vernacolo Fausto Marseglia di Napoli, per Il Racconto Breve 1° class. Carmelo Colelli e 2° class. Crescenza Caradonna ed infine per il Cortometraggio Mariella Cuoccio di Bitonto. Grazie ai numerosi interventi dal tavolo e dalla platea, i virtuosismi degli intermezzi musicali del violinista Francesco Greco e pure alcuni momenti toccanti, come la partecipazione attiva di ragazzi migranti dell’associazione culturale Etnie, è stata una manifestazione, concludendo, che non si è fatta davvero mancare nulla e su cui non hanno poi pesato più di tanto le mancate presenze: a cominciare da quella di Sgarbi che, per un contrattempo dell’ultim’ora, ha comunque voluto porgere un saluto ai presenti, subito ricambiato da un lungo applauso, attraverso un collegamento telefonico in diretta con la sala. Complimenti ed un ad maiora agli organizzatori, non ci resta per il momento che attendere l’appuntamento per l’edizione di quest’anno.


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